Avrei voluto chiamare questo Blog, "Iniziando a camminare" ma poi riflettendo qualche istante in più ho creduto limitativo, per me e per quelli che ho incontrato lungo la mia vita, utilizzare quel nome.
Ho iniziato a camminare molti anni fa, con amici diversi e diverse canzoni.
Ora il tempo è passato e continua a passare ed io posso solo dire e sperare di continuare a camminare, per diverse strade e con diverse canzoni.
Buona lettura.

lunedì 24 agosto 2009

Forchette volanti

Non è vero che non si possa vivere senza una moto. E’ vero soltanto che senza una moto non si può aver vissuto.




mercoledì 22 luglio 2009

PFM - OFFIDA

No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.



domenica 21 giugno 2009

XXVIII raduno internazionale Moto Guzzi

"C'è qualcuno che ha insegnato agli altri a fare motociclette
e continua a costruire le migliori moto del mondo: gli italiani"

sabato 20 giugno 2009

Civitella del Tronto

Un delle più importanti opere di ingegneria militare,
la fortezza di Civitella del Tronto.





http://www.fortezzacivitella.it/

giovedì 22 gennaio 2009

In cammino

Non pubblico un post da molti mesi... ma non perchè abbia smesso di "camminare".
In realtà a volte si ha la netta sensazione che qualcosa ci sia sfuggito, qualche particolare... un fiore, un albero, un rumore di una cascatella non vista, lo sguardo di un bambino o di una donna che rincorre il suo profumo. Insomma ci sono momenti in cui ci si ferma e istintivamente si guarda indietro.
Quando sono in montagna (o ero vista la pigrizia degli ultimi anni) l'emozione più grande che avevo era quella di voltarmi indietro e, di colpo, vedere quanta strada avevo percorso, vedere o immaginare il punto di partenza e sentirmi solo allora "in cammino".
Sono mesi che non scrivo e non pubblico foto...
Sto masticado ed assaporando i sapori dei bocconi che istintivamente ho mangiato alla rinfusa preso dalla fame.
Sto cercando di asaporare tutto il gusto di ciò che la vita mi ha dato negli anni passati.
Scrivo perchè forse sono pronto a mangiarne ancora... e quindi pronto a ritornare a scrivere e fotografare...

lunedì 8 settembre 2008

Regula monachorum


  1. preghiera comune
  2. preghiera personale
  3. studio
  4. lavoro

martedì 26 agosto 2008

...un bel ristorantino...

Un antico castello,
un antico punto di ristoro prima di giungere ad Ascoli,
una antica vedetta a difesa della vallata...
Mettete anche voi una croce sulla porta... in segno di "buona ospitalità" ...

lunedì 25 agosto 2008

Hamamatsu Castle

Cosa volete che io scriva?


martedì 12 agosto 2008

Clock Tower, Palace of Westminster

Londra abbonda troppo di nebbie e di gente seria.
Se siano le nebbie che producono la gente seria o se sia la gente seria che produce la nebbia non saprei dire. (O. Wilde)




martedì 5 agosto 2008

L'orizzonte

“Lascia dormire il futuro come merita. Se si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato”.

Ricordo di aver letto questa frase qualche anno fa, Kafka mi ha sempre ispirato qualcosa di diverso, qualcosa che, semplicemente, mi faceva riflettere piuttosto che inebriarmi e lasciarmi solo pelle d’oca senza nulla al seguito.
Poche frasi, qua e là, lette per gioco, mi sono rimaste dentro e quando la fretta e la voglia di non attendere mi attanaglia le mani e la mente accendo il mio mac e senza riflettere firefox, google e cerco “Kafka aforismi futuro”. A detta del mio computer dopo 0,03 secondi sono apparsi i primi siti interessati alla mia ricerca entro nel primo e ritrovo quella frase.

“Lascia dormire il futuro come merita. Se si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato”. (Kafka)

Concentrarsi sul futuro senza riuscire a vivere appieno il presente, banale errore che riesco ancora a commettere senza accorgermene.

mercoledì 16 luglio 2008

le 3 torri

giovedì 3 luglio 2008

Gelato Al Limon

(uoyrof siti hsifyarclettil)
pesToni
Una delle più belle canzoni di Paolo Conte...

Un gelato al limon

gelato al limon
gelato al limon
sprofondati in fondo a una città
un gelato al limon
vero limon.
Ti piace?
mentre un`altra estate passerà.

Libertà e perline colorate
ecco quello che io ti darò
e la sensualità delle vite disperate
ecco il dono che io ti farò.
Donna che stai entrando nella mia vita
con una valigia di perplessità
ah, non avere paura che sia già finita
ancora tante cose quest' uomo ti darà.

E un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
sprofondati in fondo a una città
un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
mentre un' altra estate se ne va

Ti offro una doccia ai bagni diurni
che son degli abissi di tiepidità
dove come oceani notturni
rimbombano le voci della tua città
e ti offro la luna del pomeriggio
per il sogno arabo che ami tu
e una stretta forte della mia mano
per te donna che non mi scappi più
e un gelato al limon
gelato al limon, gelato al limon

e ti offro l' intelligenza degli elettricisti
cosi almeno un pò di luce avrai
la nostra stanza negli alberghi tristi
dove la notte calda ci scioglierà.
Come un gelato al limon,
gelato al limon, gelato al limon




mercoledì 2 luglio 2008

I 10 diritti di ogni lettore

Come un romanzo...Questo libro di Pennac mi colpì subito... ricordo ancora parte dei - 10 diritti del lettore - ve li elenco..


1) IL DIRITTO DI NON LEGGERE (…) la maggior parte dei lettori si concede quotidianamente il diritto di non leggere. (…) tra un buon libro e un brutto telefilm, il secondo ha, più spesso di quanto vorremmo confessare, la meglio sul primo. Inoltre, non leggiamo sempre. I nostri periodi di lettura si alternano sovente a lunghi digiuni (…)
(…) se possiamo tranquillamente ammettere che un singolo individuo rifiuti la lettura, è intollerabile che egli sia – o si ritenga – rifiutato da essa.

2) IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE Ho saltato delle pagine (…).E tutti i ragazzini dovrebbero fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili per la loro età. (…) Un grave pericolo li minaccia se non decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro.

3) IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima della fine: la sensazione del già letto, una storia che non ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi dell’autore, uno stile che ci fa venire la pelle d’oca (…) Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza la mente. (…)

4) IL DIRITTO DI RILEGGERE Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare (…)
Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro (…)

5) IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA (…) ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi.
Molto spesso sono i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada.
E, parola mia, quanto toccò a me, ricordo di averli trovati “belli un casino”. Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha preso in giro … Qualcuno ha solo lasciato sul mio passaggio qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli altri.

6) IL DIRITTO AL BOVARISMO E’ questo, a grandi linee, il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazione: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (…)

7) IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE Il messaggio di Pennac è …. che qualunque luogo è buono per chi ami la lettura…. anche un comune gabinetto).

8) IL DIRITTO DI SPIZZICARE E’ la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprirlo, dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’ istante disponiamo.

9) IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano.(…)

10) IL DIRITTO DI TACERE L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. (…)
(…) le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere.

lunedì 30 giugno 2008

O.W.

"Ah! I have talked quite enough for to-day," said Lord Henry, smiling. "All I want now is to look at life. You may come and look at it with me, if you care to."




Tutto ciò che è moderno viene, prima o poi, superato.

venerdì 27 giugno 2008

La quarta via

Eccola finalmente... pagina 86 del libro L'ultimo Alchimista...
Lessi questo romanzo qualche tempo fa (anni) e questa pagina che questa sera ho voluto rileggere, è tutto ciò che mi è rimasto dentro di questo libro di Micah Nathan. L'ho voluta rileggere perché mi è tornata in mente qualche giorno fa, mentre in macchina ero al telefono ad ascoltare. Non so ancora bene il motivo, forse perché abbiamo bisogno di ''imporre le nostre regole al mondo'' o forse perché abbiamo bisogno di sopravvivere agli eventi ed ai venti del destino....


... Era uno stregone russo dell'800. Riteneva che esistessero tre strade sbagliate verso l'illuminazione: quella fisica, quella emotiva e quella intellettuale. Possiamo denominarle la via del fachiro, la via del monaco e la via dello yogin. Tutti e tre falliscono perché si affidano agli insegnamenti dei rispettivi maestri e, pur avendo più libertà della maggior parte di noi, sono sempre soggetti ai limiti del maestro. Gurdjieff trovò una soluzione, quella che battezzò 'la quarta via'. La via dell'uomo astuto.
.. L'uomo astuto si prefigge di provare tutto e sperimentarlo in prima persona. Secondo Gurdjieff, gli individui vivono in una realtà occidentale, cioè sono vittime degli eventi, il destino li sferza come un vento impetuoso. Basano le loro decisioni sul fato. L'uomo astuto di Gurdjieff è l'esatto contrario. Non giudica mai dalle apparenze, stabilisce le sue regole, impone la sua volontà al mondo. Sono gli altri che mostrano una reazione nei suoi confronti, NON viceversa.
...Gurdjieff sosteneva che lo strumento più efficace per diventare un un uomo astuto era il lavoro instancabile. Immergiti in una fatica impossibile , suggeriva, finché la tua anima si appesantisce, e solo allora sarai in grado di resistere ai venti del destino...




venerdì 20 giugno 2008

"La famiglia dei funghi"

Visto e considerato che Francesco ci ha scattato questa foto... ed ha riso per oltre 10 minuti ho deciso di pubblicarla... insieme però pubblico anche il risultato della "diffamazione" per le "ridicole pose" assunte ...
- La famiglia dei funghi -

domenica 15 giugno 2008

il tempo di un "Padre Nostro"


... "Frate Matteo mi dica come fa a curare così questi fiori? E se posso chiederlo, qual'è la giusta proporzione di acqua che da' loro ogni giorno?"
Frate Matteo in rispettoso silenzio si girò verso l'abbate e rispose:" Il tempo di un Padre Nostro mio signore, il tempo di un Padre Nostro per ogni pianta"...



Ecco, ancora, la relatività del tempo che dovrebbe determinare la giusta proporzione delle cose. Un Padre Nostro non ha un tempo definito ma come nel suo significato determina la proporzione presente tra l'uomo ed il suo Dio.
Il tempo di un Padre Nostro è come dire "contare fino a dieci", ma 10 persone che contano fino a 10 conterano in 10 modi differenti con altrettante tempistiche ben differenti. Ogniuno di noi è inimitabile perfino nel recitare un Padre Nostro.
Quindi quanta acqua dobbiamo dare ai nostri fiori per averli belli e lucenti? Probabilmente i nostri fiori rispecchieranno il nostro essere perchè il nostro essere determina il nostro modo di contare o pregare e questo determina a sua volta il tempo e quindi la quantità di acqua che daremo alle nostre piante.
A questo punto dovremmo limitarci a parlare di "quantità" in senso stretto prendendo come unità di misura il Volume piuttosto che il tempo, ma poi non avrebbe lo stesso significato.



martedì 3 giugno 2008

La motocicletta è un sistema.

Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore. Pensare altrimenti equivale a sminuire il Buddha - il che equivale a sminuire se stessi.

(Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta)


Ci sono molti altri tipi di strutture prodotti da altre determinanti, quali le "cause", che producono lunghe strutture a catena della forma: “ A causa B che causa C che causa D " e così via. Una descrizione funzionale della motocicletta si vale di questa struttura.
I vari " esiste ", " è uguale a ", " implica " producono altre strutture ancora, che sono normalmente interrelate secondo modelli così complessi che nessuno, nel corso della propria vita, può capirne più di una piccola parte. Il nome generico di queste strutture interrelate, il genere nel quale la gerarchia -da contenente a contenuto- e la struttura casuale sono soltanto specie, è ‘sistema’.
La motocicletta è un sistema.
Un sistema reale.

(Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta)



martedì 27 maggio 2008

Dove ho visto Te (Jovanotti)

E le mie gambe han camminato tanto
E la mia faccia ha preso tanto vento
E coi miei occhi ho visto tanta vita
E le mie orecchie tanta ne han sentita
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Dove ho visto te
E le mie ossa han preso tante botte
E ho vinto e perso dentro tante lotte
Mi sono steso su mille lenzuola
Cercando il fuoco dentro una parola
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Dove ho visto te
E c'è una parte dell'America
Che assomiglia a te
Quei grandi cieli senza nuvole
Con le farfalle e con le aquile
E c'è una parte dentro all'Africa
Che assomiglia a te
Una leonessa con i suoi cuccioli
Che lotta sola per difenderli
E le mie braccia hanno afferrato armi
E tanta stoffa addosso a riscaldarmi
E nel mio petto c'è un motore acceso
Fatto per dare più di quel che ha preso
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Dove ho visto te
E le mie scarpe han camminato tanto
E la mia faccia ha preso tanto vento
E coi miei occhi ho visto tanta vita
E le mie orecchie tanta ne han sentita
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Dove ho visto te
E c'è una parte della mia città
Che assomiglia a te
Quella dei bar con fuori i tavolini
E del silenzio di certi giardini
E c'è una parte della luna
Che assomiglia a te
Quella dove si specchia il sole
Che ispira musica e parole
Baciami baciami baciami
Mangiami mangiami mangiami
Lasciami lasciami lasciami
Prendimi prendimi prendimi
Scusami scusami scusami
Usami usami usami
Credimi
Salvami
Sentimi
E c'è una parte della vita mia
Che assomiglia a te
Quella che supera la logica
Quella che aspetta un'onda anomala
E c'è una parte in Amazzonia
Che assomiglia a te
Quelle acque calde e misteriose
Le piante medicamentose

mercoledì 21 maggio 2008

Matricaria recutita

Le guardavo da vicino,
troppo vicino per definirne l'insieme
ma troppo lontano per catturarne il loro segreto.
Le dedico a chi ho risentito oggi dopo tanti anni,
le dedico a chi ama ascoltare, vedere, capire ed assaporare la musica,
le dedico a quel sorriso che non ho saputo forse trattenere con le mani ma che ho dipinto in mente da anni ed anni.
Le dedico a quei pochi ma nitidi ricordi,
le dedico a ieri, all' oggi e al domani.


Per chi vuole saperne di più sulle camomille: link